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Complesso archeologico Villa Romana di Russi

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Le prime notizie di rinvenimenti archeologici afferenti il complesso archeologico della Villa Romana di Russi risalgono al 1938-1939 quando furono ritrovate strutture murarie e pavimenti musivi in un’area che già a quel tempo veniva sfruttata come cava per l’estrazione dell’argilla.

Le diverse campagne di scavo riportarono in luce l’area padronale della villa, il quartiere rustico e alcuni ambienti dell’impianto produttivo. Nel 1969 furono rinvenute anche due tombe preromane collocate rispettivamente all’estremità occidentale del portico meridionale di accesso alla villa e all’esterno dell’angolo Nord-Est di un ambiente con focolare collocato nel settore della villa con funzione produttiva. Le tombe, ad inumazione, che attestano una frequentazione della zona anche prima della costruzione della villa, sono particolarmente importanti per la conoscenza dell’area romagnola in epoca.

Negli anni ottanta del secolo scorso si indagò in particolare la zona ad Est del corridoio esterno individuando un grande cortile con ceppi di albero da frutto e una serie di ulteriori ambienti; negli anni novanta è stata riportata in luce la zona termale scavata alla fine degli anni trenta e il settore produttivo situato nell’area Nord-Est della villa, rimasto a lungo coperto dalla strada di servizio alla cava; tale scavo ha messo in evidenza una parte del muro Nord di chiusura della villa, già in parte rinvenuto nel 1971. Da ultimo, nel 1998 e 1999, sono stati effettuati lavori di tipo subacqueo che hanno comportato lo svuotamento di alcuni pozzi già precedentemente individuati all’interno dell’impianto urbano-rustico.

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