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Le mostre della Fira di Sett Dulur aperte fino al 23 settembre

In Biblioteca, nell'ex Chiesa in Albis, al Centro Culturale, sotto al loggiato nei locali di “Punto Incomune” e al Museo Civico. Proseguono fino a domenica 23 settembre le esposizioni artistiche inaugurate durante la festa

Mostra-in-Biblioteca-Lorena-Canottiere
La rivelazione del Grand Prix Artémisia 2018 Lorena Canottiere, a Russi con le tavole originali di Verdad nella mostra dal “Di rovi di bacche di fango non importa”

Il Grand Prix Artémisia 2018 (importante riconoscimento francese che premia autrici di fumetto internazionale), ha assegnato il 1º premio alla fumettista italiana Lorena Canottiere, autrice di Verdad, con la seguente motivazione: "La qualità artistica e letteraria di questo magnifico album e la sua maturità hanno convinto la giuria all’unanimità. La duplice lotta dell’eroina contro la dittatura del fascismo e contro le oppressioni morali e religiose genera un racconto potente e coinvolgente. Lo stile libero, creativo e sapiente di Lorena Canottiere toglie letteralmente il fiato. Sovrapponendo in maniera intelligente dei tocchi di colore vivo al tratteggio e alle striature, le immagini di Lorena sono anche dei quadri di grandissima espressività”.
Lorena Canottiere inizia a lavorare come autrice di fumetto su il Corrierino, Schizzo presenta, Mondo Naif, ANIMAls, Slowfood, La Lettura de Il Corriere della Sera, Internazionale. Partecipa a numerose mostre di fumetto: “Nuvole” a Cremona, “Fumetti di frontiera” ad Aosta, “Fumetta. Le autrici del moderno fumetto italiano” a Spinea, “Futuro anteriore” al Napoli Comicon poi riproposta all’Ilmin art museum di Seul. È tra gli ospiti stranieri ufficiali del Ficomic, festival internazionale del fumetto di Barcellona, della Semana Comiquera di Madrid, del Bilbolbul a Bologna e del Festival de la Bande Dessinée de Angouleme. I suoi ultimi libri di fumetto sono “Oche. Il sangue scorre nelle vene” Coconino Press, “Marmocchi” edito in Spagna, Francia, Germania, Cile e in Italia per Diabolo Edizioni, “Verdad” pubblicato in Italia da Coconino Press, in Austria da Bahoe Books e in Francia da Ici Meme, “Genova per noi” edito da ComicOut. Lavora come illustratrice per le maggiori case editrici italiane (EL, Fabbri, Giunti, Mondadori, Rizzoli, Piemme) e sporadicamente nel campo pubblicitario e teatrale oltre a realizzare copertine per cd musicali e bambole woodoo.
Verdad narra una vicenda profonda, intima e intensa. Il punto di vista è quello femminile sullo sfondo politico della Guerra Civile Spagnola. Racconta della politica fatta dalle donne, da una in particolare, Verdad, un’eroina forte e allo stesso tempo fragile nella sua umanità, caparbia e indimenticabile.
Esposizione allestita presso la Biblioteca Comunale visitabile fino al 23 settembre.

Orari: 8-10 settembre 19.00/21.00, 11-14 settembre 20.00/23.00, 15-17 settembre 10.00/12.00 e 15.30/23.00, 18-23 settembre 15.30/18.30

 

Figure del vuoto: un percorso espositivo nel Centro Storico

Sabato 8 settembre 2018 è stata inaugurata Figure del vuoto, un percorso che attraversa gli spazi espositivi del paese, composto dalle quattro mostre personali di Maria Giovanna Morelli (nell’ex Chiesa in Albis), Giovanni Lanzoni (sotto al loggiato nei locali di “Punto Incomune”), Patrizia Giambi (al Museo Civico) e Elena Hamerski (al Centro Culturale Polivalente).
Gli artisti si incontrano e confrontano in un progetto comune, che per loro stessa ammissione, parte da un azzardo: "azzardiamo per un momento una similitudine tra due sistemi articolati e complessi come sono la città e il corpo umano, entrambi in bilico in un equilibrio che continuamente si riassesta tra vuoti e pieni", come vuoti e pieni sono i luoghi dove questa vita, individuale e collettiva, si manifesta e si mostra, si “collauda” come avrebbe potuto dire F.T. Marinetti.
Ecco allora i protagonisti di “Figure del vuoto”: che abitano il “vuoto” o che ricercano in esso “figure”. Ognuno dei nostri autori dice cose diverse: è un “corpo” di memorie irrinunciabili, per Maria Giovanna Morelli; un veicolo che accerta le movenze dei “bisogni”, per Patrizia Giambi; una sciarada ironica, un rebus semantico, per Giovanni Lanzoni; un ambiguo contenitore in cui natura e artificio si manifestano in ibridazioni mai scontate, per Elena Hamerski.

Acque-senza-sponde-Morelli-M-Gio

Maria Giovanna Morelli  con una formazione in ingegneria edile-architettura che la porta a relazionarsi con lo spazio e con l'ambiente a disposizione cucendone sopra l'allestimento, coniuga diverse tecniche, dalla pittura più tradizionale all'installazione, realizza scenari che prendono vita nello spazio con cui si confronta. Recupera oggetti e vecchi ricordi che riassembla e trasforma in pittura, composizioni cromatiche ed installative. Dal 2014 collabora con l'artista Gianni Mazzesi ed insieme fondano Collettivo Instabile Morelli Mazzesi. Nel progetto che propone interpreta il vuoto nato da uno strappo, da una condizione di abbandono, una perdita. Il vuoto diventa così esperienza, spazio dell’esistenza, momento di ascolto del sé, per trasformarsi in azione, rigenerazione e forza produttiva.

Pret-a-porter-Lanzoni

Giovanni Lanzoni  è nato a Fusignano nel 1979, dove vive e lavora. Compie gli studi artistici a Ravenna, l’Istituto d’Arte per il Mosaico poi l’Accademia di Belle Arti. Affascinato da poster, oggetti di piccole dimensioni e cartoline dal gusto kitsch/pop, utilizza il collage e il disegno come prediletti metodi espressivi: accumuli e cassetti e archivi stratificati di fogli colorati e dipinti, giornali e riviste, manifesti e cartoline e poi matite, pastelli, pennarelli e colla sono i principali strumenti che danno forma ai suoi lavori, immagini che sempre manifestano l’aspetto ludico del processo creativo che li ispira. In un gioco di invenzione bambinesca, veste i panni del detective o esploratore o archeologo o costruttore, che ricompone il mondo e re-inventa storie perdute a partire da questi indizi e parti prima disseminate, poi raccolte e lasciate a sedimentare, selezionate, e infine inserite in complessi palinsesti e meccanismi: la carta, nelle sua moltitudine di forme e colori e immagini, viene salvata e cucita e sovrapposta in grandi collage che si imparentano sempre alla mappa e alla geografia, perché processi di orientamento dentro alla babele che ci sommerge di immagini e fotografie e riviste e vecchi fogli dipinti da cui isolare e salvare un dettaglio per poi, da esso, ripartire. Come nuovi. In solitudini (forse non) troppo rumorose.

Patrizia-Giambi-Lasciare-una-traccia-riti-d-addio

Patrizia Giambi  si laurea all’Università di Bologna. Per la sua evoluzione artistica, significativi sono stati gli anni di collaborazione con Maurizio Cattelan dal 1985 al 1991 col quale ha realizzato numerosi progetti editoriali ed espositivi. Dal 1991 al 1997 ha vissuto a Los Angeles dove ha esposto in solo shows, in musei e gallerie private. Ha esposto a Bologna al padiglione Esprit Nouveau. Nel 2017 espone alla Galleria Riccardo Crespi di Milano con la doppia personale I Disabitanti, all’Arsenale di Venezia durante la Biennale nella mostra di sculture Command Alternative Escape e all’Atelier Kaat Van Doren a Mechelen - Brussel, Belgio. Negli spazi del Museo Civico, Patrizia affronta il tema del vuoto segnalandolo come mancanza. Dispiegando opere realizzate in anni anche distanti tra loro, attraverso un percorso che si articola lungo le sale del Museo ci segnala uno stato psicologico e ansiogeno dovuto alla mancanza, di qualcosa, di qualcuno, di qualcosa di concreto e materiale ma anche la mancanza di un’atmosfera, o di un desiderio, o di un segno.

Elena-Hamerski-Foresta-Nera-photo-courtesy-Francesca-Merendi

Elena Hamerski  è nata a Forlimpopoli nel 1989. Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna prima in pittura poi in didattica dell’arte e mediazione del patrimonio culturale. Propone una serie di nature morte immortalate nel quotidiano. Dettagli tratti dal mondo naturale, a volte al confine con il mondo artificiale: piante, fiori, frutti, semi a volte però già intaccati dalla mano dell’uomo o degradati dal tempo. La natura come elemento fertile ma anche sterile del mondo. Colleziona conchiglie, antiche custodi marine, che archivia in pagine su pagine, realizzando enciclopedie sporche di oli, pigmenti e nero carbone. Dopo il workshop per giovani curatori svolto presso il Museo Carlo Zauli di Faenza, partecipa a diverse mostre collettive in spazi pubblici e privati, tra i quali MIC di Faenza, Teatro Duse di Bologna, Tempio di Adriano a Roma, M.U.S.A.S. di Sant’ Arcangelo di Romagna, M.E.A.M. di Barcellona, Museo di San Rocco a Fusignano, il Museo Archeologico del Fiume Bacchiglione di Padova, Museo della Città di Rimini in occasione della Biennale del Disegno 2016, Villa Reale di Monza e Manicomio di Santa Croce a Macerata. Nel 2012 ha vinto il Premio Terna - Sezione Giovani e nel 2017 il Premio speciale Rottapharm Biotech - Biennale Giovani Monza con l'acquisizione di due grandi lavori. Attualmente vive e lavora a Forlì, dove ha recentemente esposto presso la Fondazione Dino Zoli nella collettiva Arteam Cup aggiudicandosi il Premio Zoli dell’omonima fondazione.

Orari: 9-10 settembre 19.00/21.00, 11-14 settembre 20.00/23.00, 15-17 settembre 10.00/12.00 e 15.30/23.00, 18-23 settembre 15.30/18.30

 

 

 

(Clicca sull'immagine qui sopra per consultare il programma completo)

 

 

Per info:

  Ufficio Cultura del Comune di Russi

  Tel. 0544 587641

  cultura@comune.russi.ra.it

  www.facebook.com/FiraDiSettDulur

 
Percorso guidato ai servizi per: