Sito Ufficiale del Comune di Russi

Vai ai contenuti principali
 
Sito Ufficiale del Comune di Russi
 
Sei in: Home - Gli Uffici info... - Intitolato a don Pippo il nuovo parcheggio di San Pancrazio  
Gli Uffici informano

Intitolato a don Pippo il nuovo parcheggio di San Pancrazio

Domenica 17 marzo, alla presenza del Sindaco Retini, si è tenuta la cerimonia d’apposizione del titolo "Largo don Giuseppe Bezzi (1913-2002)" al nuovo parcheggio di via Randi 

Intitolazione-parcheggio-San-Pancrazio-a-don-Pippo-2

Domenica 17 marzo 2019, al termine della Santa Messa delle 11, il Sindaco di Russi Sergio Retini e l’Amministrazione Comunale, l’attuale parroco di San Pancrazio don Giorgio Pirini, il presidente del Consiglio di zona Aldo Argelli e il nipote del parroco defunto Pellegrino Bezzi, hanno celebrato l’intitolazione a don Giuseppe Bezzi (1913-2002) detto “don Pippo” del nuovo parcheggio realizzato a San Pancrazio in via Randi.

“Abbiamo voluto ricordare la figura di Don Pippo, che per 50 anni ha servito la parrocchia di San Pancrazio. Prezioso interprete della sua comunità  – ha spiegato il Sindaco Retini – l’ha servita con amore e umiltà sapendo unire la guida spirituale a quella della dimensione sociale. Don Pippo era il parroco di tutti e sicuramente abbiamo interpretato il sentimento popolare dedicandogli il nuovo piazzale di San Pancrazio. A nome della Città di Russi: grazie Don Pippo!”

 

Don-Giuseppe-Bezzi

Bezzi don Giuseppe, per tutti don Pippo, proveniente da una famiglia povera di coloni a mezzadria, nasce a Filetto il 10.08.1913, ottavo di nove figli, muore a San Pancrazio il 28.04.2002. Fin dall’età delle scuole elementari era dotato di grande fede cristiana e già pensava, per il suo futuro, alla vita consacrata, anche se nell’ambito familiare regnava un notevole parere discordante, sia per la poca fede religiosa, sia per la scarsità di mezzi finanziari. Essendo, fin da piccolo, determinato, forte e sicuro di sé, con l’aiuto di persone a lui particolarmente vicine, si assicurò l’ingresso in seminario fin dalle scuole elementari per di raggiungere quella meta che serbava in cuore. La famiglia dovette prendere atto della sua volontà. Certo che i genitori non lo abbandonarono, la mamma riusciva a mandargli qualche piccolo aiuto, ma i finanziamenti non bastavano per proseguire gli studi e, per non essere di peso alla famiglia, in silenzio, trovò il modo di abbinare studio e lavoro. Fu ordinato sacerdote nel 1937 officiando la sua prima Messa il 29 Giugno. Sei mesi dopo, nel gennaio del 1939, morì il padre. Di fronte a tale sofferenza, sostenuto dalla sua grande fede e con la forza dello Spirito Santo, si dedicò con tutte le sue energie al servizio della famiglia e, come cappellano, al servizio del parroco di San Pancrazio. Dopo qualche anno il Vescovo lo chiamò alla guida spirituale della Parrocchia di Ravaldino in Monte, una piccola frazione del Forlivese, vi aderì portando con sé la mamma ed una sorella. Anche se impegnato nel suo nuovo ministero, non mancava mai di aiutare il fratello nei lavori agricoli, anche perché era venuto a mancare l’altro fratello in terra Croata durante la guerra. Allo scoppio della guerra, ritenne doveroso prestare la sua opera come Cappellano Militare dove mise a frutto la sua umanità nella compagnia continua ai giovani soldati di quel momento: consigli, aiuti nei bisogni che la varie circostanze presentavano e la stima attenta per quanto operava. Col suo carattere silenzioso non mancava di aiutare tutti coloro che si rivolgevano a lui per un consiglio, un aiuto senza distinzione di ideali politici, di colore, di ceto sociale. Si rese disponibile verso il resto della famiglia, in particolar modo della cognata vedova e del nipote che portò con sé per cinque anni a Ravaldino in Monte per consentirgli di frequentare le scuole elementari. Nel 1952 venne assegnato alla Parrocchia di San Pancrazio in qualità di Arciprete ove rimase fino alla morte.

 
Percorso guidato ai servizi per: